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Con l’NDS-A, gli Stati Uniti avviano una nuova capacità nucleare anti-bunker per neutralizzare obiettivi sotterranei protetti, adattando la deterrenza alle difese avanzate di Russia e Cina
In una fase di competizione tra potenze sempre più marcata e di un sistema internazionale in rapido irrigidimento, gli Stati Uniti stanno aggiornando in modo selettivo la propria postura nucleare. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, attraverso la National Nuclear Security Administration, ha inserito nel bilancio 2027 una nuova linea di sviluppo destinata al sistema Nuclear Deterrent System–Air-delivered (NDS-A), con uno stanziamento iniziale vicino ai 100 milioni di dollari.
Il progetto rientra nella struttura di sviluppo denominata Phase 6.X, che scandisce tutte le tappe del ciclo di vita delle testate nucleari statunitensi. In questo stadio iniziale il programma è ancora in una dimensione concettuale e di definizione operativa, ma l’indirizzo politico-strategico è già chiaro: rafforzare la capacità di colpire obiettivi sotterranei profondamente protetti, sempre più diffusi nelle architetture difensive di potenze come Russia e Cina.






