Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

"Chi sono i nemici della libertà? La prima risposta che viene in mente è: i dittatori, i despoti... ma c'è anche una galleria di pensatori che hanno contribuito a forgiare strumenti concettuali impiegati a comprimere la libertà"

Ieri pomeriggio ho assistito a un interessante dibattito televisivo tra Corrado Augias, passano gli anni e il suo garbo di esposizione sembra aumentare, e il filosofo Umberto Galimberti: uno che ha sempre l'aria di quello a cui hanno ammazzato il gatto. Parlavano di cose forti, di Donald Trump, del referendum, ma in un contesto poco mondano: la tecnica che distrugge l'uomo, il Noi che ritorna sull'Io, l'Illuminismo che non ha mai frequentato i padri fondatori e così via. Sono andato subito a compulsare un prezioso e recente libretto curato da Nicola Iannello che si intitola la Libertà e i suoi nemici. Le radici intellettuali dell'antiliberalismo contemporaneo (IBL-Libri). E lì ho trovato la lampadina che inconsciamente mi si era accesa. È nell'incipit di Dialettica dell'Illumismo di Adorno e Horkheimer: «La terra interamente illuminata splende all'insegna di trionfale sventura». «Questo è l'esito tragico dell'Illuminismo» secondo