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Ritenere che la libertà di leggere e scrivere ciò che vogliamo non sia stata conquistata e difesa anche con un fucile, significa smarrire il senso della storia

Chi, in buona fede e con sano raziocinio, sceglierebbe un fucile al posto di un libro, una caserma anziché una scuola, un missile invece di un laboratorio? Verosimilmente nessuno. Eppure, ritenere che la libertà di leggere e scrivere ciò che vogliamo non sia stata conquistata e difesa anche con un fucile, significa smarrire il senso della storia. Se oggi abbiamo scuole libere e non sottomesse a regimi, è perché qualcuno ha protetto quei luoghi con le armi; se la scienza può operare senza dogmi ideologici, è perché certe ideologie sono state sconfitte sui campi di battaglia della storia. In queste ore la sinistra italiana scende in piazza contro il riarmo europeo e contro l'intervento israeliano e ora anche americano in Iran. E nel farlo produce due cortocircuiti, entrambi abbastanza gravi da mettere in discussione l'identità storica e ideale di quella stessa sinistra.