Come aiutare i bambini a tutelarsi da chi può molestarli o minacciarli? Utilizzando favole, filastrocche e giochi. Insomma, il loro linguaggio. Lo spiega Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta, che ha riassunto la sua lunga esperienza in materia nel libro: Il mio corpo è la mia casa. Come i genitori possono aiutare i bambini a proteggere i loro confini corporei e a prevenire gli abusi, pubblicato da Salani.
Già a 4 anni
“Un libro pensato per genitori, ma perché lo leggano insieme con i bambini, anche molto piccoli, tra i quattro e i sette anni”, spiega l’autore. “È quello il momento giusto per cominciare a parlare di questi argomenti”. E i giochi o le filastrocche come quelle raccolte nella seconda parte del libro sono importanti, “perché aiutano gli adulti a capire quali parole usare”, sottolinea Pellai. “Spesso i grandi non hanno avuto loro stessi un’educazione su questi temi e non sanno come comportarsi: ma, se le leggiamo insieme ai bambini, le parole del libro diventano le parole del genitore”.
La prevenzione
Ci sono studi, soprattutto americani, che mostrano come una prevenzione adeguata riduca drasticamente il rischio che il bambino viva esperienze negative, ma anche il tempo necessario per confidarsi con un adulto e chiedere aiuto, se succede qualcosa di anomalo. Si tratta di fornire competenze necessarie a tutelarsi: “Dovrebbe essere la scuola ad assicurare un’educazione sessuale ed emotiva, ma è comunque fondamentale educare i bambini a comprendere i confini del loro corpo e a prevenire abusi”, prosegue Pellai. Insomma, a sapere quando dire no. Il suggerimento da dare ai piccoli, quando si percepisce che qualcosa non va, si riassume in tre semplici istruzioni: “grido no- scappo- vado a dirlo a qualcuno”.






