Genova – Un buon punto a Bergamo. Senza segnare, è vero, ed è la seconda volta di fila che capita: strano, per una squadra che negli ultimi mesi aveva numeri offensivi da zone alte della classifica. Ma anche senza subire gol. Con l’Atalanta non è così facile, soprattutto in casa sua. Il Grifone ci riesce, tocca quota 40 punti che nel calcio moderno è diventato sinonimo di obiettivo raggiunto. Per la matematica bisognerà attendere domani sera, il match della Cremonese. Ma i pensieri del Grifone sono già al futuro. Con quei ragazzi come Amorim, Ekhator, Marcandalli, Masini, lo stesso Frendrup. Che rimarranno o partiranno ma simboleggiano in ogni modo il Genoa che non si ferma ma va avanti, sempre e comunque. Le pagelle rossoblù: Ostigard insuperabile, lampi di Ekhator, Sabelli ok La cronaca della partita minuto per minuto Il saluto dei rossoblù ai tifosi al termine del match
Il saluto dei rossoblù ai tifosi dopo il pareggio con l'Atalanta
De Rossi: “Bel percorso, io e il Genoa abbiamo le stesse ambizioni” L’allenatore rossoblù analizza il pareggio di Bergamo: “Abbiamo rischiato più stavolta in parità numerica che all’andata ma ci sta loro hanno una qualità altissima. Abbiamo fatto un primo tempo molto buono, abbiamo creato anche noi, mettendo in difficoltà una squadra forte. E’ stata una cavalcata lunga, se dicevo che eravamo salvi non era per spocchia. I punti da fare sono quelli, ora ci avviciniamo ancora di più, è stato un bel percorso, è bello finire provando a fare punti ovunque. Abbiamo giocato alla pari con il Como ora ci siamo ripetuti, sono soddisfatto”. Dal presente al futuro, tanti club sono interessati a De Rossi che però fa capire ancora una volta di essere pronto a continuare il viaggio rossoblù: “Io non ho fretta, sono giovane ma la mia carriera sinora è stata particolare, sono subentrato tre volte su tre, non ho mai iniziato e finito una stagione, la fretta sarebbe cattiva consigliera. Io lavoro con passione, il mio lavoro è anche stimolare la società per rendersi conto di quanto questo gruppo sia sano, pieno di qualità e dovrò dire per il bene non mio ma della piazza e della società che la squadra debba rimanere forte”. A chi gli ricorda i precedenti di Gilardino e Vieira, esonerati alla seconda stagione, De Rossi risponde così: “Il Genoa eredita una situazione particolare da tanti anni, con il club i patti sono chiari dall’inizio, so che c’è bisogno di fare cessioni come forse nel 90% delle società italiane e non solo, si è giocato a carte scoperte su questo. Poi se cambi tanti giocatori devi prenderne bravi e che si adattino subito, se no anche noi allenatori pensiamo a noi e non vuoi fa “la fine der sorcio” come si dice a Roma ma sono convinto, qui quando parlo con i dirigenti sento un’ambizione incredibile. Amorim? Ha gestito bene il cartellino, nella ripresa gli ho cambiato l’uomo perché Ederson poteva metterlo più in difficoltà. Per noi è importante anche in fase di non possesso ma per esaltarlo dobbiamo fare uno scalino in più nella gestione della palla”.






