La moda gira e le tendenze ritornano, anche quelle più insospettabili. È il caso dei capri pants, anche detti pantaloni “pinocchietto”, che dopo un periodo di oblio, etichettati come fuori moda e di cattivo gusto, negli ultimi anni sono tornati alla ribalta, specialmente in questa primavera/estate 2026. C’è chi li ama e c’è chi li odia, ma a prevalere in questa stagione è la tendenza legata alla nostalgia degli anni 2000, in cui questo capo d’abbigliamento ha avuto un momento di gloria.
La storia del pantalone capri
La sua storia, però, risale agli anni ’40, quando fu creato dalla stilista tedesca Sonja de Lennart come omaggio all’isola di Capri, luogo della sua infanzia, configurandosi come un capo vacanziero, una versione più corta del pantalone lungo per far fronte al caldo estivo, pur mantenendo una buona dose di eleganza. Bisognerà aspettare gli anni ’50 per vedere la consacrazione del modello capri come un’icona della moda, perché quello sarà il periodo in cui le dive del cinema lo sceglieranno come capo d’elezione da indossare, appunto, per le proprie vacanze estive nell’isola napoletana (ma non solo). Celebre è il modello indossato in “Vacanze Romane” da Audrey Hepburn, che lo prediligeva anche fuori dal set. Come lei, anche altre figure del jet set internazionale come Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Grace Kelly, ma soprattutto Jackie Kennedy sono rimaste affascinate da questo pantalone, tanto da indossarlo frequentemente nella propria vita quotidiana. I capri pants non hanno mai smesso di ritornare in modo circolare, configurandosi come capo di tendenza anche negli anni ’60, ’80 e soprattutto 2000, in cui le passerelle, le star del momento e lo streetstyle celebravano la versatilità di questo pantalone a metà polpaccio. Dopo una pausa di vent’anni in cui è stato considerato difficile da indossare, per la sua via di mezzo nella lunghezza, e fuori moda rispetto alle diverse proposte contemporanee, è ora ritornato in auge, dimostrando non solo la propria praticità in quanto capo perfetto per la mezza stagione, ma riscoprendo anche un’eleganza e una sofisticatezza ancora diverse da quelle che lo hanno reso celebre nei lontani anni ’50.







