A un certo punto il pubblico ha attaccato a cantare da solo. Nessuno sul palco, nessun microfono aperto. Soltanto le cinquantamila persone sull'erba del Parco delle Mura Greche che intonavano "Taranto libera, Taranto libera" finché la cosa non ha preso una sua forma, quasi una preghiera laica, un rumore di fondo che ha accompagnato le oltre otto ore di concerto. Come, del resto, accade da tredici anni a questa parte, all'Uno maggio Taranto libero e pensante. Gente arrivata da tutta la Puglia, dalla Basilicata, da più lontano, con bambini sulle spalle e cartelli scritti a mano, a riempire il parco intitolato a Massimo Battista — storica anima del comitato, morto l'anno scorso — con lentezza disordinata, in quello spicchio di verde nel cuore del quartiere Salinella, un colpo d'occhio di palazzoni a stagliarsi lungo tutto il perimetro del parco, quasi fossero spettatori anche loro.

Taranto, ucciso da un tumore a 51 anni il consigliere comunale Massimo Battista: ex operaio Ilva, sempre in prima linea contro l’inquinamento. “La mia battaglia termina qui”

di Pierfrancesco Albanese

07 Ottobre 2024

La musica, innanzitutto. I Rekkiabilly hanno aperto, swing e rockabilly, Dario Mattoni che urlava "siete tutti liberi e pensanti" prima di attaccare Spaghetti Jive, e poi i Subsonica con il set di Terre Rare, il disco uscito a marzo. Nel mezzo, tutto si è fermato e sullo schermo è comparso Alessandro Mantovani, inviato del Fatto Quotidiano, in collegamento da una barca davanti a Creta: era a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, abbordata dalla marina israeliana due sere prima. "Aspettiamo di capire cosa succederà ai 173 attivisti intercettati".