Lo scrittore italiano Erri De Luca sarà uno degli ospiti di punta dell’International Writers Festival, in programma a Gerusalemme dal 25 al 28 maggio. L’evento si terrà nella cornice del quartiere Mishkenot Sha’ananim, costruito da Sir Moses Montefiore nel 1860, e, come ha dichiarato la direttrice Julia Fermentto-Tzaisler, stilare la lista dei partecipanti è stata un’opera particolarmente complessa. De Luca prenderà parte all’incontro “From Naples to Jerusalem”, che prevede un dialogo con il professore universitario Uri S. Cohen sul clima letterario e culturale dell’Italia contemporanea, oltre che sulle opere dell’autore partenopeo e sul suo nuovo libro che sarà presto pubblicato in ebraico. «Non è solo un romanziere e poeta di riferimento, ma anche un attivista sociale, che parla yiddish ed ebraico antico, che ha tradotto la Bibbia in modo unico» è la descrizione di De Luca che si può leggere sulle pagine ufficiali del festival.
La passione per la scrittura sacra lo ha spinto sin da giovane a imparare l’ebraico da autodidatta, arrivando a tradurre alcuni libri come Esodo, Giona, Qohelet, Rut e la storia di Noè. La natura essenziale di quella lingua, fatta di pochi vocaboli e frasi brevi, è tra le ragioni per cui De Luca ha coltivato questo particolare legame con l’ebraico antico. La critica ne ha sempre sottolineato alcuni elementi fedeli alla costruzione tipica del testo biblico che riproducono «la splendida brutalità della lingua». Sulla decisione di partecipare all’International Writers Festival, ha commentato: «In passato, come ospite in Israele, ho percepito il rumore profondo di un conflitto in formazione, il pericolo sospeso sulle vite dei civili. La mia impressione oggi è che Israele stia affrontando una guerra che potrebbe essere l’ultima.






