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1 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 18:25
Da una parte il “trattenimento” da parte della Marina israeliana dei due portavoce della Flotilla, lo spagnolo di origini palestinesi Saif Abdelrahim Abukeshek e il brasiliano Thiago de Ávila: le autorità di Tel Aviv vuole interrogarli nello Stato ebraico. Per gli attivisti e le associazioni si tratta piuttosto un “rapimento” o un “sequestro”, al di là di qualsiasi legalità, a cominciare dal fatto che i due – insieme ad altre decine di attivisti della flotta Global Sumud con rotta su Gaza – sono stati “braccati” e fermati in acque internazionali, al largo dell’isola di Creta, a distanza notevole dalle coste di Israele e della Palestina occupata. Dall’altra parte, però, c’è quanto accade sul suolo dell’Unione europea, Creta appunto, ai 173 attivisti di varie nazionalità – anche europee naturalmente – che dopo essere fatti sbarcare dagli israeliani nel porto di Ierapetra (“l’ultimo passaggio logistico di un’operazione illegale” sottolinea Global Sumud Italia), sono stati caricati su vari bus con direzione Heraklion, dove c’è il principale aeroporto dell’isola greca. Tuttavia si tratta di un trasferimento coatto e anche su questo ci sarebbe molto da dibattere dal punto di vista giuridico e dei diritti, visto che – come noto – in area Schengen tutti i cittadini – una volta controllati – hanno la tanto sbandierata libertà di movimento.












