CAMPOLONGO MAGGIORE (VENEZIA) - Elena Lo Giudice, studentessa dell’Università di Padova ma originaria di Alessandria, è stata trovata morta a letto a casa del fidanzato, che abita con i genitori a Bojon di Campolongo Maggiore. Aveva 21 anni. Si chiamava Elena Lo Giudice. Ieri mattina il giovane si è avvicinato per svegliarla, ma il corpo della ragazza era senza vita: lei giaceva a letto, così come si era addormentata. Molto probabilmente era morta da ore. I medici del pronto soccorso dell’ospedale di Piove di Sacco e i colleghi successivamente giunti sul posto con l’elisoccorso hanno provato per oltre un’ora a rianimarla. Tutto inutile. Non è stata neppure trasportata in ospedale. Sconosciute per il momento le cause del decesso. La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Residente in provincia di Alessandria, da circa quattro anni era fidanzata con il coetaneo veneziano, dal quale si fermava spesso a dormire. Anche questo fine settimana, in occasione del ponte del Primo maggio, aveva chiesto al suo ragazzo e alla sua famiglia di rimanere loro ospite. Il rapporto tra i due era ormai consolidato e, come avveniva spesso, i genitori del giovane si erano detti ben contenti di ospitarla. Il sindaco di Campolongo Maggiore, Mattia Gastaldi, ha diffuso la tragica notizia sul suo profilo social da primo cittadino, accompagnata da una foto con rose bianche adagiate su un drappo di velluto nero. «Ho appena appreso la notizia della scomparsa improvvisa, questa mattina a Bojon di una giovanissima ragazza di 21 anni - ha scritto il primo cittadino - Non era residente nel nostro territorio, ma ospite in questi giorni a casa del fidanzato e della sua famiglia. Alle prime ore di questa mattina purtroppo è stata trovata esanime, morta nel sonno per probabile arresto cardiaco. I soccorritori intervenuti, sia con ambulanza che con l’elisoccorso, nonostante le lunghe manovre di rianimazione non hanno potuto far nulla. Una notizia che lascia senza fiato e senza parole. Mi sento solo di esprimere al fidanzato, ai genitori, ai famigliari e a tutti i suoi cari la vicinanza di tutta la nostra comunità. Ci stringiamo davvero in un grande e collettivo abbraccio. Chiedo a tutti inoltre il massimo rispetto per la delicatezza della situazione».