Alberto Stefani, presidente della Regione, nel suo augurio di buon Primo maggio “a tutti i veneti e a tutte le donne e a tutti gli uomini che con il lavoro assicurano il benessere delle famiglie e la crescita della nostra comunità”, ha detto che il mercato del lavoro dipendente segna nel primo trimestre un saldo positivo. Qual è la situazione?

«C’è un saldo positivo di oltre 23.000 posti, più favorevole di quello dell’anno scorso. Ma abbiamo anche necessità di 280.000 lavoratori qualificati e questa è una grande urgenza del nostro territorio».

Per chi il lavoro ce l’ha, uno dei temi più sentiti, oltre alla retribuzione, è la sicurezza. La Cisl ha organizzato un attivo in cui ha parlato dei 70mila infortuni annui in Veneto, la Cgil ha fatto un sit-in a Venezia dicendo che non è fatalità se avvengono incidenti sul lavoro. La Regione cosa fa al riguardo?

«Vogliamo potenziare la prevenzione e i controlli, più risorse per gli Spisal, ma anche per i tecnici della prevenzione. Qui va fatto un grande lavoro non solo di consapevolezza politica ma anche di investimento di risorse e, ancora di più, bisogna investire sulla cultura della sicurezza sul lavoro a partire dalle scuole».

Quanti soldi mette la Regione su prevenzione e controlli?