Eitan Bondì, il ventunenne fermato per aver sparato colpi di pistola ad aria compressa contro un uomo e una donna dell'Anpi al termine del corteo per il 25 aprile, lascerà il carcere per andare agli arresti domiciliari. A deciderlo è stato il gip al termine dell'udienza di convalida che ha derubricato l'accusa da duplice tentato omicidio a tentate lesioni pluriaggravate anche dalla premeditazione.

"Mi assumo la responsabilità di questo gesto deplorevole, mi vergogno di quanto ho fatto. Esprimo solidarietà verso le persone ferite e di chi si è sentito offeso dal mio gesto. Voglio specificare che non faccio parte di nessun gruppo: non ci sono moventi politici e ideologici dietro il mio gesto. Non ho nessun legame con la Brigata Ebraica". Questo quanto sostanzialmente detto da Eitan Bondì nel corso di dichiarazioni spontanee davanti al gip secondo quanto riferito, al termine dell'udienza di convalida, dai suoi difensori, gli avvocati Cesare Gai e Gianluca Tognozzi.

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di Viola Giannoli, Andrea Ossino

L'interrogatorio si è svolto, nel carcere romano di Regina Coeli alla presenza dei legali. "Lui non si sa dare una ragione del gesto compiuto. Anche il gip nell'ordinanza evidenzia che si è trattato di un gesto del tutto irrazionale. Non c'è una ragione per quello che è accaduto e non può essere giustificato in alcun modo. Nel corso delle dichiarazioni spontanee ha manifestato un senso reale di resipiscenza". Così l'avvocato Gai al termine dell'udienza.