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Ultimo aggiornamento: 12:30

La proposta di prolungamento è arrivata un mese e mezzo fa. Ma poi, il silenzio. Cosa farà Raffaele Palladino? Non è dato saperlo. Perché l’Atalanta con il suo arrivo si è sì risollevata, solo che nell’ultimo mese ha fatto male. Peggio di quello che si aspettava. E se è pur vero che le valutazioni frenetiche lasciano sempre il tempo che trovano, dall’altra parte non si può negare quanto sia importante capire bene cosa fare per evitare di sbagliare di nuovo la stagione (che si è ripresa ma solo a metà, e la Champions sembra difficile da raggiungere). Allenatore in primis. La linea nerazzurra resta chiara: serve un tecnico scuola Gasperini, che possa portare avanti il progetto impostato da anni, con i risultati che tutti conoscono.

Juric lo era. Palladino, pure. E lo è anche Thiago Motta, che aspetta una chiamata e che sa di poter essere tra i candidati alla panchina nerazzurra, se Palladino dovesse saltare. Già, Palladino. Ma perché questi silenzi? L’ex Fiorentina a Bergamo si è trovato bene, ma vuole progettare in un certo modo l’Atalanta che verrà. L’Atalanta, dal canto suo, ha delle indicazioni chiare sul mercato e se dovesse ridimensionare il suo progetto sportivo (almeno per i primi mesi) a causa di una mancata qualificazione alle competizioni europee, qualcosa dovrà fare. Tra sacrifici importanti ed eventuali giovani da scovare e valorizzare.