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1 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:54

È l’altra faccia del record di occupati che Giorgia Meloni rivendica a ogni pie’ sospinto – l’ha fatto anche durante la conferenza stampa post approvazione del nuovo “decreto Primo maggio” – come presunto risultato delle politiche del suo governo. A fronte dei 24,1 milioni di italiani che stando ai dati Istat risultano al lavoro – per un tasso di occupazione che resta comunque il più basso della Ue – il robusto aumento dei dipendenti permanenti è andato di pari passo con un’inedita crescita delle partite Iva. I lavoratori autonomi, che nel settembre 2022 erano scesi a 4,9 milioni contro i 5,5 di un decennio prima, sono in costante salita: a febbraio avevano toccato quota 5,28 milioni. Se il trend in parte si spiega con l’appeal della flat tax, secondo un’indagine dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche circa 500mila (dato 2024) possono essere definiti falsi autonomi: si tratta di partite Iva con un unico committente che decide tempi di lavoro, tariffe e strumenti. Indipendenti sulla carta, insomma, ma subordinati di fatto. Spesso giovani e con redditi bassissimi: basti dire che il 44% non supera i 15mila euro annui. Il rischio povertà insomma è altissimo. Anche perché senza busta paga da dipendente non ci sono ferie pagate, malattia, congedi, Tfr. Né la protezione contro i licenziamenti prevista per il lavoro subordinato. In occasione della festa dei lavoratori, ilfattoquotidiano.it ha raccolto alcune delle loro storie.