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4 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:23

Più che un’emergenza, è un problema ormai endemico del nostro mercato del lavoro: i redditi bassissimi di partite Iva e collaboratori. Gli addetti “autonomi” stanno crescendo in questi anni, contribuendo a gonfiare i dati sull’occupazione, ma uno studio appena pubblicato della Nidil Cgil mostra che molti di loro hanno guadagni del tutto inadeguati a una vita dignitosa, e anche insufficienti per raggiungere una pensione decente. Si tratta di 436 mila partite Iva, con redditi medi di poco superiori a 18 mila euro annui, e 208 mila collaboratori che dichiarano in media appena 8.566 euro.

Essendo questi “esclusivi”, è probabile che tra di loro si nascondano molti dipendenti mascherati, inquadrati come autonomi dalle aziende per risparmiare a loro discapito. Finte partite Iva e co.co.co vengono utilizzate per non applicare i contratti collettivi, quindi stabilire i salari con trattative individuali, pagare meno contributi, niente tredicesime, niente trattamento di fine rapporto. Situazioni difficili da fare emergere perché richiederebbero spesso lunghe e incerte trafile giudiziarie. Ecco perché restano ampiamente tollerate.