Nel nostro Paese si contano oltre 4 milioni di Partite Iva. L’ultimo dato, relativo al 2023, che si può trovare sul sito del Mef, nella sezione delle dichiarazioni fiscali, è 4.174.782. Di queste la percentuale più alta, oltre il 22% fa riferimento al commercio, seguito dalle costruzioni e dalle attività professionali scientifiche e tecniche che si avvicinano al 12% circa. Secondo l’Osservatorio dedicato del Mef, nel primo trimestre di quest’anno sono state aperte 187.300 nuove Partite Iva, con un lieve incremento (+0,7%) rispetto allo stesso periodo del 2024. Lo scorso anno, nel complesso, sono state aperte 498.361 partite Iva, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023. Guardando alla distribuzione per natura giuridica il 67,8% delle nuove aperture riconduce a persone fisiche, il 24,5% a società di capitali, il 3,2% a società di persone e il 4,5% a soggetti non residenti e altre forme giuridiche. Le nuove aperture continuano a mantenersi al di sotto delle 500mila, un dato inferiore rispetto alla fase precedente al Covid, in cui invece le nuove aperture erano di gran lunga superiori. Quasi la metà si concentra al Nord, il settore produttivo dove ci concentrano la maggior parte è il commercio (18,5% nel 2024), seguito dalle attività professionali (17,1%) e dalle costruzioni (10,3%). Se prendiamo il 2024 poco meno della metà, il 49,1% è stato avviato da giovani under 35, il 30,3% da chi ha tra 36 e 50 anni. Il resto dalle fasce di età superiori. Andando a guardare la dinamica, si vede che sono proprio le aperture di nuove Partite Iva per chi ha tra 51 e 65 anni ad essere cresciute (+1,2%), mentre per le altre classi di età c’è stato un lieve calo. Poco più di un quinto fa riferimento a persone nate all’estero.