Il governo “condanna” il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla. Beh certo, direte. Ci mancherebbe altro. Le barche erano in acque internazionali, al largo delle coste greche. L’esercito israeliano si muove nel mare d’Europa come se ne fosse il padrone. Arresta 175 persone fra cui 22 italiani. Ci mancherebbe solo che il governo italiano restasse in silenzio. Eppure è una notizia rilevante. Il vento è cambiato, a Palazzo Chigi, saranno i sondaggi che soffiano forte. Dalla sconfitta al referendum in poi è stata tutta una china discendente. Un disastro dietro l’altro. Ultimo il caso Minetti, che costringe Nordio a presentarsi a rapporto (non sono stato io, non c’entro) e impegna noi a chiederci dunque cosa fa tutto il giorno, esattamente, il ministro di Giustizia. Che non c’entra mai, non sa mai niente di quello che succede nei suoi uffici, da Al-Masri in avanti lui non ne sa mai nulla. Dimessosi Sangiuliano non si parla più delle nuove ragazze che seducono ministri come a Temptation island, quelle di cui si sa e quelle di cui tutti parlano: non è solo Piantedosi, diciamo, e sono-Giorgia è al corrente. Fastidiosissima la circostanza che a sparare a pallini a due manifestanti che celebravano il 25 aprile sia stato un giovane esponente della comunità ebraica romana munito, a casa, di un arsenale. Ho partecipato a un dibattito in cui sostenitori dell’area di governo alzavano molto la voce: non sappiamo chi sia stato a sparare, non presumete, vergogna. Ora lo sappiamo. I fatti: nessuno ha sparato alle celebrazioni neofasciste, qualcuno ha sparato a quelle della Liberazione. Libertà che consente anche ai neofascisti di sfilare a braccio teso. Trump si è stranito, con l’amica Meloni. Continuare a sostenere Netanyahu, criminale di guerra sotto mandato d’arresto internazionale, sembra che non giovi più. Non bastano i tg di governo, per la propaganda. Tira una brutta aria. Meglio “condannare” l’arresto degli attivisti pro-Gaza: pensa te, cosa non si fa per salvarsi.