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30 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 19:06

Un’intercettazione tra due arbitri che ‘tirano in ballo’ Andrea Gervasoni, supervisore Var autosospeso. È questo elemento, fatto ascoltare e non solo mostrato nelle trascrizioni, che il pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione ha presentato ‘a sorpresa’ nell’interrogatorio – durato circa 4 ore – all’indagato in concorso per frode sportiva nell’inchiesta sul mondo dell’arbitraggio. Gervasoni dal canto suo, assistito dall’avvocato Michele Ducci, ha consegnato le planimetrie delle due palazzine del Var di Lissone e le immagini con audio delle partite Salernitana–Modena e Inter-Roma dello scorso campionato, tra marzo e aprile 2025.

L’ormai ex supervisore Var ha dato una propria spiegazione del dialogo intercettato tra due arbitri, ma soprattutto ha insistito che essendo assegnato, quel giorno, alla Serie A, era fisicamente presente in un’altra palazzina. Una distanza fisica – tra le palazzine corrono alcuni metri inconciliabili con la presunta ingerenza nella sala Var – che lo renderebbe estraneo, a suo dire, alle polemiche per quel rigore prima dato agli emiliani e poi revocato su intervento della sala Var e sulla presunta “bussata” al vetro. Parole pronunciate mentre nella sala del comando della guardia di finanza in via Oglio scorreva la visione del filmato.