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Telefonata di un'ora e mezza, l'ipotesi di un cessate il fuoco nel Giorno della vittoria. Donald: "Arriveremo a una soluzione". Mosca si offre di tenere l'uranio di Teheran
La guerra, a volte, si ferma prima nelle parole che nelle trincee. Accade nelle telefonate lunghe un'ora e mezza e soprattutto quando il calendario diventa simbolo: il 9 maggio, Giorno della Vittoria per la Russia, memoria fondativa della potenza sovietica e oggi leva politica del Cremlino. È su quella data che Vladimir Putin ha costruito la sua nuova mossa, comunicando a Donald Trump la disponibilità a una tregua temporanea in Ucraina. Una tregua breve, simbolica, ma carica di conseguenze strategiche. Tra cui un'intesa in Medioriente. Putin si sarebbe offerto di conservare l'uranio arricchito dell'Iran, ma in cambio avrebbe preteso dal presidente americano uno stop agli attacchi su Teheran.
Il colloquio tra il presidente russo e quello americano segna un passaggio delicato nella guerra più lunga e destabilizzante d'Europa dal 1945. Secondo quanto riferito dal consigliere presidenziale Yuri Ushakov, Putin ha proposto un cessate il fuoco in coincidenza con le celebrazioni della vittoria sovietica sulla Germania nazista. Trump ha affermato che la conversazione è stata "molto positiva" e una soluzione al conflitto arriverà in fretta. "Conosco Putin da molto tempo. Credo fosse pronto a raggiungere un accordo già da un po', ma alcune persone gli hanno reso difficile concludere un accordo".













