È finita col passo indietro dell’avvocata Erica Roma la querelle sulla nomina alla presidenza del consorzio di gestione di Torre Guaceto. È con una nota fiume che Roma stessa annuncia l’uscita di scena richiamando "il senso delle istituzioni" ma anche "il clima teso" sulla scelta del suo nome.
La nomina dell’avvocata 35enne era stata spinta dal sindaco di Carovigno (Brindisi) Massimo Lanzilotti, ma bocciata dagli altri due membri dell’assemblea consortile – il Comune di Brindisi e il Wwf – che non hanno ritenuto il suo profilo adeguato ai compiti di gestione dell’ente. Le rimostranze, a dirla tutta, venivano dall’interno arco politico cittadino, dal Pd a Fratelli d’Italia, per una decisione presa su un pedigree, quello di Roma, considerato a più voci meno aderente alle necessità dell’incarico rispetto ad altri candidati in corsa. Professori universitari, biologi specializzati, personalità con esperienze nell’ambito della gestione di oasi e parchi costieri, sulla carta più formati – hanno sostenuto i detrattori – per trainare la riserva naturale rispetto a Roma, avvocata che di aree protette si è occupata per aver frequentato un master di primo livello.
La prof delle superiori e il tabaccaio-gommista nel cda: bufera sulle nomine a Torre Guaceto







