VENEZIA - Rinascono dopo 42 anni i "Quaderni di San Giorgio", forse la pubblicazione più prestigiosa e importante tra le varie pubblicazioni prestigiose e importanti edite dalla Fondazione "Giorgio Cini" dell'isola di San Giorgio Maggiore. Erano stati travolti dalla crisi e oggi ritornano con una formula in parte ripresa dal passato grandi temi di stringente attualità e in parte nuova in inglese per garantire diffusione internazionale che si propone di riportarli al centro del dibattito scientifico e culturale.

Il numero uscito in questi giorni si intitola "La sanità globale nell'epoca della IA" ("Global Health in the Age of AI"), pubblicato dalla casa editrice Leo S. Olschki di Firenze, è curato da Luciano Floridi, filosofo, docente e direttore del Digital Ethics Center dell'università di Yale, che ha sede nel Connecticut, Stati Uniti d'America. Il volume riprende un simposio tenuto nel novembre 2024 alla Cini. «Senza uno sforzo coordinato è scritto nella presentazione e su più livelli, l'IA rischia di aggravare, anziché ridurre, le disuguaglianze sanitarie. Da qui l'idea di formulare raccomandazioni che propongano un approccio sistemico, in grado di coordinare le dimensioni tecnico-scientifiche, sociali, etiche e normative. Queste raccomandazioni sono il contenuto del trentanovesimo "Quaderno di San Giorgio", esito del simposio, ma, allo stesso tempo, punto di partenza per nuovi studi e soluzioni, una raccolta di coordinate da condividere per ipotizzare gli scenari futuri e quanto possa essere realizzato già da oggi. Resta una fondamentale questione: nessun "soluzionismo tecnologico" può sopperire alle disuguaglianze sociali e strutturali che condizionano l'accesso e gli esiti sanitari a livello globale».