Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Alla Camera passa in prima lettura il ddl che attribuisce maggiori poteri a Roma Capitale. Meloni attacca: “Impossibile accogliere l'invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa”

“È impossibile accogliere l'invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani”. Questo il duro commento di Giorgia Meloni al termine dell’approvazione,in prima lettura, alla Camera del ddl costituzionale su Roma Capitale su cui il Pd si è astenuto.

“Oggi si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini", ha aggiunto il presidente del Consiglio che ha ricordato come la riforma costituzionale preveda un rafforzamento del ruolo di Roma Capitale e attribuisce al Campidoglio dei veri e propri poteri legislativi. Da qui nasce “l’amarezza” e lo “stupore” della Meloni per l’astensione del Pd, “È una scelta che colpisce molto perché, - ricorda la premier - com'è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell'esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri”.