Si chiama Jessica e se sembra cattiva, non è perché la disegnano così... La signora Morettì sa piangere e svenire al momento giusto, ma soprattutto sa scappare e mettersi in salvo senza guardare in faccia a nessuno. L’esperienza di una figlia del capo dei vigili del fuoco messa al servizio di se stessa, anche a discapito degli altri, ancorché ragazzi, ancorché magari suoi lavoranti. Il volto bello e protervo del male, almeno da come risulta dal racconto dei primi avvocati e parenti delle vittime del rogo di Crans che hanno potuto visionare le sequenze registrate dalle 14 telecamere dell’impianto di videosorveglianza attivo a Le Constellation nella serata di Capodanno. Ne avrebbe fatte di tutti i colori, Jessica, almeno così documenterebbero le immagini degli otto minuti della tragedia. Si è accorta subito dell’incendio e ha intuito prima di tutti il pericolo, ma non ha dato l’allarme e non ha fatto fermare la musica.
CRANS-MONTANA, "MANDATECI ANCHE LE VOSTRE DI FATTURE": L'ULTIMO INSULTO DELLA SVIZZERA ALL'ITALIA
La tragedia dell’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno 2026 e co...
Era nella sala sotterranea, quella che si è rivelata essere una tomba per 41 vite, e una trappola di fuoco e veleno per altre cento, tutte più giovani di lei, e ha guadagnato le scale verso la salvezza facendosi largo a gomitate, spingendo via i ragazzi che le ostruivano il passaggio. Chi ha visto il video racconta anche che non si è fatta scrupolo di calpestare qualche sventurato caduto a terra. Morto, vivo, agonizzante? Non era un suo problema. Con i magistrati e la stampa si è giustificata spiegando che voleva raggiungere l’uscita per avvisare i pompieri, siccome lei è figlia d’arte e sa come si fa. Però una volta fuori non ha avvisato nessuno. Come del resto non aveva fatto quando era ancora dentro.









