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29 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:51
Martedì sera, al Parc des Princes, Psg e Bayern Monaco hanno dato vita a un 5-4 destinato a restare nella storia. Non è stata una semifinale di Champions League come le altre, bensì un manifesto. Il messaggio? Segnare più dell’avversario. Il dato storico è il primo indizio della straordinarietà di quanto è successo: una semifinale così prolifica non si vedeva dai tempi del 6-3 dell’Eintracht Francoforte contro i Rangers nella Coppa dei Campioni 1959-60. Ma soprattutto, mai prima d’ora in una semifinale di una grande competizione europea due squadre avevano segnato almeno quattro gol ciascuna. Era successo solo una volta nei quarti di finale di Champions, 4-4 tra Chelsea e Liverpool nel 2009.
Il match tra Psg e Bayern non è figlio del caos, ma di una volontà precisa. Fin dal primo minuto si è capito che non sarebbe stata una partita come le altre. E infatti non lo è stata. Il rigore di Harry Kane, la risposta di Kvaratskhelia, i colpi di scena firmati Joao Neves e Michael Olise: il primo tempo chiuso sul 3-2 da Dembélé. Ma è nella ripresa che la partita ha assunto contorni quasi irreali. Il PSG vola sul 5-2, sembra finita. E invece no. Il Bayern torna alla carica e segna ancora. Upamecano e Luis Diaz riaprono tutto. L’esito non cambia, vince il Psg, ma resta la sensazione che tutto sarebbe potuto cambiare da un momento all’altro.














