Il nuovo singolo di Cantoscena, realizzato con l’intelligenza artificiale, riprende le sonorità anni ‘80 per accompagnare un testo irriverente e provocatorio. Ripeterà il successo dei precedenti?

La copertina del nuovo disco del progetto Cantoscena

Genova - Dopo quasi 12 milioni di visualizzazioni su YouTube, oltre 5 milioni di ascolti tra Spotify e Apple Music e due canzoni entrate nella Top Viral 50 Italy di Spotify, dove sono rimaste alcune settimane, il collettivo Cantoscena è pronto a tornare. Il nuovo brano, pubblicato oggi e che abbiamo potuto ascoltare in anteprima, s’intitola Il Sesso nel Futuro e ha onestamente tutto per ripetere il successo dei precedenti e diventare uno dei tormentoni della prossima estate. Potrebbe essere la prima volta per una canzone che in realtà non canta nessuno.

Come raccontammo sul Secolo XIX lo scorso agosto, Cantoscena è infatti un progetto musicale che usa l’intelligenza artificiale per produrre brani in stile retrò dai contenuti espliciti: poco meno di un anno fa, il loro autore, un 48enne romano con esperienza nel mondo della musica, ci spiegò (qui) che queste canzoni funzionano perché “potrebbero esistere e sono credibili e in fondo sarebbe bello che fossero vere, un po’ come Babbo Natale”. E funzionano anche perché dietro c’è una costruzione verosimile, che nel caso di Il Sesso nel Futuro passa anche dalla collaborazione con Beatrice Brogio, che sarebbe una giovane cantautrice che cerca di ritagliarsi un suo spazio nel difficile mondo della musica. Anche se in realtà nemmeno lei esiste e pure lei è creata con l’IA.