(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I rumors su una possibile offerta di Cvc Capital Partners per Nexi +6,22%
mettono le ali al titolo della fintech, che a Piazza Affari scatta in testa al listino principale, sui massimi da inizio anno. Nel dettaglio, secondo il Financial Times, Cvc potrebbe mettere sul piatto 9 miliardi di euro per il delisting di Nexi. L’operazione è ancora in fase preliminare ed è subordinata all’ok del governo italiano, che potrebbe anche decidere di applicare il golden power, vista l’importanza strategica degli asset del gruppo. Una possibile struttura dell’operazione prevede lo scorporo della divisione Digital Banking Solutions (Dbs), considerata un asset strategico nazionale, con il suo trasferimento a un investitore domestico, come per esempio Cassa Depositi e Prestiti, per facilitare l’approvazione regolatoria. Hellman & Friedman, il principale azionista di Nexi, al momento non sarebbe in trattative, «ma risponderebbe a un'eventuale offerta».
Analisti: «La creazione di valore per gli azionisti non appare immediata»
Per gli analisti di Intermonte, i 9 miliardi sono in linea con l’enterprise value di Nexi, che comprende 4,5 miliardi di capitalizzazione e un debito netto a fine 2025 di 4,9 miliardi, stimato in calo a 4,5 miliardi a fine 2026. «In queste condizioni, la creazione di valore per gli azionisti non appare immediata», scrivono gli esperti, sottolineando come, da un punto di vista regolatorio, «la necessità di preservare il controllo domestico di infrastrutture come la rete interbancaria» giocherà «un ruolo chiave, rendendo probabile uno spin-off della divisione Dbs in caso di avanzamento dell’operazione». Da sottolineare però come una precedente offerta di circa 1 miliardo di euro per questo asset sia già stata respinta per l’opposizione di Cdp. In generale Intermonte vede «un’elevata incertezza sulla credibilità dell’operazione, sulla sua esecuzione e sull’allineamento politico, che rappresentano i principali ostacoli a una possibile transazione».







