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Lo show "E se domani..." in scena per due serate è accompagnato da canzoni

Un ritorno sul luogo del delitto. Anzi, del previsto. Dopo le tre date di ottobre scorso che segnarono il debutto assoluto dello spettacolo, Giorgio Panariello torna oggi e domani sul palcoscenico del Teatro degli Arcimboldi con il suo one man show "E se domani". Il riferimento palese è alla canzone composta da Carlo Alberto Rossi e cantata da Mina nel 1964, ed è più di un indizio perché la musica e le canzoni avranno il loro spazio. Per l'occasione, il comico, showman, conduttore toscano si veste da anticipatore del futuro. O comunque da curiosa Cassandra ironica nel prevedere, o piuttosto immaginare, il futuro prossimo venturo. "Noi comici ci divertiamo spesso a fare confronti tra quello che viviamo oggi e come vivevamo ieri, magari ragionando su cosa si è perso. In questo caso ho deciso di ribaltare lo sguardo: vengo dal futuro, più o meno tra venticinque anni, e racconto agli italiani ciò che ho visto", spiega Panariello. Cosa, di preciso? Qualche spoiler: automobili che volano e si guidano da sole pronte a intasare col traffico anche i cieli, l'87% di astensione politica da parte degli italiani che forse accetteranno chiunque al potere, forse mangeremo piatti stampati in 3D, il sesso virtuale (e certo non virtuoso), raccontato, esibito ma molto poco praticato.