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Morta la donna che ha contribuito alla crescita dell’azienda di famiglia, Freccianera Fratelli Berlucchi – che l’anno prossimo festeggerà cento anni - e della quale negli ultimi tempi era rimasta presidente lasciando ad altri la ribalta. Una “Lady di ferro” che però ha sempre inteso il mondo del vino come racconto, cultura, relazioni e non solo come statistiche di bottiglie e fatturati
Se n’è andato un pezzo di Franciacorta che non amava mettersi in vetrina. È morta lo scorso 27 aprile Pia Donata Berlucchi, figura centrale di una delle famiglie che hanno scritto la storia del metodo classico italiano.
Definirla imprenditrice è corretto, ma non basta. Berlucchi è stata un presidio: di stile, di memoria, di continuità. Per anni ha tenuto insieme tradizione e quotidianità, senza cedere alla tentazione – frequente in questi territori – di trasformare il racconto in retorica. Il suo contributo alla crescita di Freccianera Fratelli Berlucchi, azienda di famiglia, è stato concreto e poco incline alla scena: decisioni, relazioni, presenza costante. Anche quando, negli ultimi anni, aveva scelto di ridurre l’esposizione operativa, è rimasta presidente, con un ruolo discreto ma tutt’altro che ornamentale.






