Il post incriminato e le interviste successive Era inizio luglio 2025 quando un post su Facebook dello chef Paolo Cappuccio era diventato virale. "Seleziono chef con brigata per hotel 4 stelle in Trentino. Da dicembre a fine marzo", si leggeva. "Evitate di farmi perdere tempo. Sono esclusi comunisti /fancazzisti. Master chef del c*** ed affini. Persone con problematiche di alcol, droghe e di orientamento sessuale. Quindi se eventualmente resta qualche soggetto più o meno normale... Persone referenziate se rimangono ben volentieri". Nei giorni successivi, in diretta su programmi radiofonici e su quotidiani di respiro nazionale, aveva precisato di non volersi riferire agli omosessuali ma alle persone "attratte dai minori". Aveva però detto che "atteggiamenti eccessivamente effeminati guastano l’ordine della brigata". E, oltre ad aver confessato di essersi tatuato la svastica e Benito Mussolini, aveva confermato la sua visione dei comunisti: "Hanno sempre bisogno di qualcosa in più che gli altri non hanno, fanno i comizi, chiedono quante ore facciamo, la domenica vogliono essere pagati il doppio".
"No comunisti né gay": chef Paolo Cappuccio condannato per discriminazione
Il cuoco è stato ritenuto colpevole per discriminazione. Lo scorso luglio in un annuncio di lavoro su Facebook affermava: "Esclusi comunisti/fancazzisti"






