“Non sono influenzabile né da destra né da sinistra. In questo momento non ci sono i presupposti per commissariare la Federcalcio”. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio chiude la porta all’ipotesi che, sulla scia del caso arbitri, era tornata a circolare in questi giorni, soprattutto sul tavolo della politica. “Non sono uno sceriffo”, precisa il numero uno del Comitato olimpico italiano arrivando a Palazzo H. E ancora: “Io sono stato eletto per far rispettare le regole, ma il primo a rispettarle devo essere io. Quando ci sono stati i presupposti per commissariare l'ho fatto, oggi no", sostiene Buonfiglio.

L’Uefa può escludere le italiane dalle coppe in caso di commissariamento della Figc: ecco perché

di Andrea Sereni

28 Aprile 2026

“Io sono fiero di essere il presidente del Coni e sono orgoglioso di rappresentare tutti gli organismi sportivi. Al tempo stesso, come le rappresento e le sostengo, devo anche monitorarle, ma non significa che devo essere uno sceriffo", spiega. “Non vuol dire nemmeno che mi lasci influenzare da destra, da sinistra o da chi vuole parlare al posto mio”, conclude.