In un’edizione della Milano Design Week caratterizzata da riflessioni profonde sull’accelerazione contemporanea, Audi ha scelto di non limitarsi a esporre auto, ma di aprire un vero e proprio laboratorio di idee. Presso il suo hub in Piazza del Quadrilatero a Portrait Milano, il Marchio dei quattro anelli ha ospitato per il quarto anno consecutivo l’installazione “Origin” di Zaha Hadid Architects e ha lanciato l’Origin Student Program, un ciclo di incontri dedicati agli studenti delle più importanti scuole di design italiane.
Il coinvolgimento dei più giovani
In collaborazione con INTERNI – partner da 13 anni come co-producer della mostra-evento INTERNI Materiae – Audi ha coinvolto giovani progettisti della Scuola di Design del Politecnico di Milano, dell’IULM, dell’IED e dell’Istituto Marangoni Milano Design. Obiettivo: interrogarsi sul significato contemporaneo di design, velocità e qualità, restituendo a chi modellerà il domani una lettura valoriale e culturale del proprio lavoro.
Quattro giorni, quattro chiavi di lettura
Il programma è partito martedì 22 aprile con il talk “Design in an age of acceleration”. Francesco Zurlo, Preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, ha sottolineato come il designer debba oggi operare in un mondo che accelera, ma senza cadere nella trappola della velocità fine a se stessa. «La qualità non è rapidità – ha detto – ma profondità. Serve riscoprire le radici umanistiche del progetto». Il 23 aprile, “Clarity over noise” ha visto protagonisti Davide Rampello (Rampello&Partners e IULM) e Michele Pasca di Magliano di Zaha Hadid Architects. Al centro del dibattito il concetto di sottrazione consapevole: progettare significa distillare la complessità, rendere leggibile l’essenziale.











