Con il titolo “Il resto di niente” lo scrittore Enzo Striano fece una immersione nella Napoli di fine’700 occupandosi della Rivoluzione Partenopea (22 gennaio/13 giugno 1799) attraverso la figura della marchesa Eleonora de Fonseca Pimentel (Roma 1752/Napoli 1799), figlia di Clemente e Caterina Lopez de Leon, entrambi portoghesi. L’Opera è una capillare ricostruzione degli eventi succedutisi in poco meno di cinque mesi che però spazia nel prima e nel dopo della durata ufficiale. A parer di molti e nonostante si sia scritto di questo drammatico avvenimento con autori validi e documentati, tutti sono concordi nel definire l’opera di Enzo Striano come la migliore nella ricostruzione storica degli avvenimenti dove, oltretutto, la turpe vicenda anche familiare della Marchesa con la sua tragica fine, trova rispondenza con le rappresentazioni storiche della Rivoluzione stessa.
Terminato di scrivere nel 1982, venne pubblicato con qualche iniziale difficoltà nel 1986. Nato a Napoli il 22 febbraio 1927 da Pasquale, ferroviere, ed Antonia Fadda, maestra elementare, fin dalla frequentazione liceale si occupò di gestire il giornale della scuola. Iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università Federico II della città partenopea, si laureò con una tesi che fece alquanto scalpore, “La prostituzione al tempo di Masaniello”, lasciando interdetti i benpensanti ma ottenendo visibilità post laurea. Iscritto al Partito Comunista, fece parte della redazione locale de l’Unità fino al 1956, quando la rivoluzione d’Ungheria (23 ottobre/4 novembre) e la successiva repressione stravolsero i suoi princìpi restando sconvolto dalle conclusioni e dalla faciloneria nell’interpretazione della protesta magiara e preferì rifugiarsi nell’insegnamento, pur continuando con poco successo con la scrittura.








