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28 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 14:20

Qualcuno ha toccato il tablet di Pierina Paganelli, spostandolo, ore dopo l’omicidio della donna di 78 anni avvenuto il 3 ottobre del 2023 nel garage di via del Ciclamino, a Rimini. Lo ha rivelato in Corte d’assise, rispondendo ad una domanda della presidente Fiorella Casadei, il maresciallo dei carabinieri Francesco Lobefaro, consulente della Procura incaricato di accertamenti tecnici sui dispositivi informatici e cioè sui cellulari dell’imputato Louis Dassilva e della moglie, Valeria Bartolucci, e sul tablet della vittima.

Secondo gli accertamenti tecnici, infatti, il dispositivo fu acceso tre ore dopo la morte, all’1.23 del 4 ottobre: lo schermo si è acceso perché qualcuno, secondo Lobefaro, lo ha toccato. Un’accensione “riconducibile sicuramente a una interazione umana”, ha specificato il maresciallo. Il tablet sarebbe quindi stato spostato prima di essere ritrovato dalla polizia scientifica nel luogo del delitto, avvenuto precisamente tra le ore 22.13.32 e 22.13.42 del 3 ottobre. Qualcuno quindi si trovava sulla scena del crimine tre ore dopo il delitto, avendo anche un’interazione con gli effetti personali di Paganelli, ritrovata con la gonna tagliata fino alla vita. Il tablet al momento dell’aggressione, secondo la ricostruzione, era con la vittima: cadde dalla borsa e sopra vennero riscontrate tracce di sangue. Poi il dispositivo venne toccato e rimesso a posto all’1.23 di notte. Meno di dieci minuti dopo, all’1.35, secondo la consulenza di Lobefaro, il cellulare di Dassilva ha registrato dei passi.