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12 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 10:30

L’omicidio della povera Pierina Paganelli, la 78enne trovata cadavere nel garage del condominio in cu viveva nell’ottobre di due anni fa, è uno dei casi che ha maggiormente suscitato l’interesse di stampa, tv e opinione pubblica per via degli intrecci e delle dinamiche che hanno caratterizzato il comportamento dei principali protagonisti della vicenda, spesso a cavallo tra la cronaca nera e la cronaca rosa per via della relazione tra la nuora della vittima, Manuela Bianchi e Louis Dassilva, attuale imputato per l’omicidio della pensionata di Rimini.

La liaison di cui i media hanno trattato con dovizia di particolari rendendo note conversazioni, messaggi e foto tra i due amanti è stata particolarmente attenzionata anche dagli inquirenti, perché secondo la Procura costituirebbe il movente del delitto. Secondo i magistrati infatti Louis Dassilva temeva che Pierina Paganelli, venuta a conoscenza della relazione extraconiugale della moglie di suo figlio con il 35enne senegalese, potesse riferire tutto alla moglie di quest’ultimo, Valeria Bartolucci, mettendo in seria discussione non solo il legame affettivo tra i due ma anche la stabilità economica che Dassilva aveva conquistato grazie al matrimonio. Una tesi che i difensori dell’imputato hanno sempre respinto con forza perché, a loro avviso, il movente dell’omicidio potrebbe riguardare i forti dissapori tra la Bianchi e sua suocera che, dal punto di vista dell’assassino, perpetrava nei confronti della nuora una serie di comportamenti offensivi e diffamanti.