Iniziata fra le polemiche e guardata con sospetto, l'avventura del turismo spaziale compie 25 anni e si sta avviando verso una fase più matura, nell'ambito di una nuova epoca nella quale viaggiare fra le stelle potrebbe non essere più riservato a pochissimi.

Tutto è iniziato il 28 aprile 2001, quando il finanziere Dennis Tito volò sulla navetta russa Soyuz, dopo aver pagato un biglietto da 20 milioni di dollari e a 60 anni compiuti.

Da allora i turisti spaziali sono aumentati di anno in anno e attualmente sono almeno 143 per un totale di 39 voli, la maggior parte dei quali sono stati organizzati da cinque aziende. "E' un cambiamento importante", dice all'ANSA Paolo Nespoli, che ha tre missioni per l'Agenzia Spaziale Europea al suo attivo.

"E' vero che noi astronauti professionisti abbiamo una preparazione molto tecnica e, se da un lato questo ti permette di fare cose davvero complesse, è giusto che altre persone vadano nello spazio per sperimentare altri aspetti, diversamente da quanto farebbero gli astronauti professionisti. Sicuramente - osserva - occorrerà cambiare il modo di vivere lo spazio e, accanto agli astronauti e ai tecnici, dovranno partecipare alle missioni scrittori, giornalisti, poeti o politici".