Da subito la possibilità che i romani, già segnati dalle politiche di accoglienza sposate dall’Amministrazione, potessero ospitare migranti era sembrata remota. A frenare l’entusiasmo era stato soprattutto il fatto che non fosse previsto per le famiglie disponibili. «Mentre migliaia di romani sono in emergenza abitativa, la sinistra continua con politiche buoniste che attirano immigrazione incontrollata e producono degrado, furti e insicurezza», aveva attaccato per esempio il capogruppo della Lega in Assemblea capitolina, Fabrizio Santori. Ma a dicembre, quando l’Amministrazione ha aggiudicato la gara alla Refugees Welcome Italia, ente del Terzo settore (ETS) con esperienza nel campo del sociale, si sperava ancora che la realtà potesse smentire lo scetticismo espresso da molti, romani compresi. A tre mesi dall’attivazione del servizio, poi, la prima conferma. «Investire risorse su un soggetto esterno senza prevedere strumenti adeguati per chi accoglie rischiava - e oggi sta dimostrando - di essere una scelta inefficace. Così come appare discutibile non aver integrato in modo più strutturato questo intervento all’interno dell’organizzazione di Roma Capitale. Va inoltre sottolineato un ulteriore elemento: l’entità economica del bando presuppone evidentemente risultati ben diversi. A fronte di risorse così rilevanti, ci si aspetterebbe un incremento significativo delle famiglie accoglienti e delle convivenze attivate. I dati attuali restituiscono invece un impatto estremamente limitato», ha tuonato il consigliere di FdI Masi, pur riconoscendo che il servizio si svolgerà fino al 31 dicembre 2028.
Roma, "Prendi un migrante gratis in casa": bando flop, tre adesioni in tre mesi
Fa flop il servizio affidato da Roma Capitale a Refugees Welcome Italia che consiste nel trovare romani disposti ad accogliere in casa gratuitament...










