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La dura reazione di Fontana e Bertolaso alle richieste della Svizzera. L'assessore: lo smaltimento delle liste d'attesa passa dal 58 al 79%
Continua a tenere banco la questione delle fatture per le spese mediche sostenute dagli ospedali svizzeri per gli italiani feriti nel rogo di Crans-Montana la notte di Capodanno. Ieri il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ha di nuovo espresso il suo parere: "Mi sembra che la richiesta sia stata abbastanza inopportuna e direi anche fuori luogo, tenuto conto delle condizioni nelle quali si è verificato il dramma, comunque il nostro governo risponderà come doveroso". Due giorni fa l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha annunciato che l'Italia rinuncia ad avvalersi degli accordi bilaterali: "Non fattureremo le spese dei due ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso". È stata proprio Doris Bianchi, direttrice dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) a ricordare il patto di reciprocità fra la Svizzera e i paesi UE, che prevedono che se "un cittadino italiano che ha subito un incidente in Svizzera ha accesso alle cure mediche in Svizzera" i costi delle cure "sono a carico del Paese di residenza" quindi del Servizio sanitario nazionale. Allo stesso modo i costi "per le spese mediche di cittadini svizzeri curati in Italia sono a carico delle casse elvetiche. L'UFAS attende quindi che l'Italia inoltri le fatture alla Svizzera".






