Chi cerca come difendersi dallo spam, come evitare lo spam delle chiamate al telefono, come bloccare lo spam sul cellulare o come non ricevere email indesiderate su Gmail di solito non ne può più di distinguere i mittenti normali da quelli fraudolenti che riempiono le caselle di posta elettronica, i registri di chiamate sul telefono o le caselle di messaggi sullo smartphone. La soluzione che funziona meglio oggi è quella che nasce dalla somma di più difese. I provider di posta fanno già una parte importante del lavoro: Gmail dichiara di fermare il 99,9% di spam, malware e link pericolosi prima che raggiungano la posta in arrivo. Poi entra in gioco anche l’utente, ovviamente, che è chiamato a segnalare lo spam invece di aprirlo, a disiscriversi solo dalle comunicazioni legittime, a usare alias o indirizzi separati per newsletter e registrazioni, attivare la verifica in due passaggi e controllare se l’indirizzo email è comparso in una violazione di dati. Sul fronte del telefono, invece, in Italia la difesa più utile resta il Registro pubblico delle opposizioni, affiancato dai filtri di iPhone e Android.

Cos’è lo spam, perché esiste e chi è lo spammer

Spam, originariamente, era un marchio di una carne in scatola di Hormel messa in commercio dal 1937. Il passaggio al significato informatico proviene in realtà da uno sketch dei Monty Python del 1970: la parola “Spam” viene ripetuta in modo assurdo e continuo mentre una cameriera elenca i piatti del menu in un locale pieno di vichinghi. In sostanza, si chiama così perché questi messaggi invadono la conversazione, proprio come nello sketch: si impongono, si ripetono e coprono tutto il resto. Il primo uso di spam in questo senso arriva nel 1990, mentre il verbo “to spam” compare nel 1994.