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Ultimo aggiornamento: 19:50
Sarà il papocchio che porta il nome di Nicole Minetti, l’igienista dentale di B., a rendere incredibile la presenza di Carlo Nordio al ministero di Grazia e Giustizia?
Proprio ieri la premier, avallando il licenziamento di Beatrice Venezi dalla direzione dell’orchestra de La Fenice, ha fatto sapere che non intende più “coprire” le responsabilità di alcuno. Lei non ci mette più la faccia, ha detto. Sembra così ritirata l’immunità meloniana a cui finora avevano fatto ricorso molti suoi ministri e sottosegretari, primo fra tutti proprio Nordio. Il protagonista del referendum perduto, il proponente del quesito bocciato, non ha pagato dazio. A farne le spese è stata la sua capa di gabinetto, Giusi Bartolozzi, conosciuta come la “zarina” di via Arenula per il tratto dispotico dell’esercizio del proprio potere.
E adesso? Anche questa volta la verifica chiesta dal Quirinale, intrappolato nel reticolo di una concessione di grazia piuttosto sorprendente, sui buchi enormi dentro i quali sembra infilarsi il procedimento imputerà ad un alto funzionario le eventuali responsabilità? Anche questa volta Nordio salverà la poltrona?













