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27 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 18:06

Oltre il danno, anche la beffa. Ha destato enorme scalpore la notizia che alcune famiglie dei ragazzi italiani gravemente ustionati nel rogo di Crans Montana hanno ricevuto fatture di diverse decine di migliaia di euro per il pagamento delle spese mediche sostenute dall’ospedale svizzero di Sion nell’immediatezza della strage avvenuta lo scorso Capodanno al Constellation. Fatture, come quella arrivata alla famiglia di Manfredi Marcucci, il sedicenne studente romano tuttora in cura per le gravi conseguenze riportate nell’incendio, dell’ammontare di 75.000 euro inerenti ad un ricovero in terapia intensiva durato soltanto 15 ore.

Un documento fiscale sul quale non compaiono voci di cure specifiche perché, così come per altri ragazzi gravemente ustionati e intossicati dalle fiamme e dal fumo, la degenza di pochi giorni o addirittura ore è servita solo per coprire l’urgenza sanitaria e praticare l’intubazione e la stabilizzazione di pazienti impossibilitati a respirare autonomamente per poi procedere al trasporto in elisoccorso all’ospedale di Niguarda di Milano nel reparto specializzato al trattamento delle ustioni gravi.