Bari blinda le spiagge per proteggere il fratino. Il sindaco Vito Leccese ha firmato un'ordinanza che, fino al prossimo 31 luglio, vieta l'accesso alle aree di nidificazione del piccolo volatile — protetto a livello europeo — nel tratto di litorale compreso tra il torrente Valenzano e il Cral dell'Acquedotto pugliese.
Niente cani, niente passanti non autorizzati. E, nel raggio di 50 metri dai nidi, nessuna attività che possa disturbare la specie, danneggiare le uova o mettere a rischio la sopravvivenza dei pulli. Le zone sono delimitate e segnalate con cartellonistica.
Il fratino nidifica da anni sul litorale sud della città, e Bari non è una location qualsiasi: nel tratto tra il torrente Valenzano e il Cral dell'Acquedotto pugliese nidificano abitualmente circa 15 coppie, un numero che vale il primato regionale e che eguaglia l'intera presenza della specie in Campania. Non tutti migrano: almeno sei esemplari rimangono a Bari tutto l'anno, mentre gli altri arrivano tra gennaio e la fine di marzo.
Il rischio principale, oltre alla presenza umana, sono i cani liberi in spiaggia. Il nido del fratino è una semplice buchetta nella sabbia o tra le pietre, dove la femmina depone generalmente tre uova, covate per quasi un mese a turni alterni con il maschio. Le uova si mimetizzano tra i ciottoli e possono essere facilmente calpestate. Se il disturbo supera una certa soglia, i genitori abbandonano il nido.






