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27 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 15:42
La musica ad alto volume copre quasi del tutto il suono dei colpi esplosi da Cole Tomas Allen che arriva dall’esterno della ballroom del Washington Hilton. Per qualche secondo al tavolo presidenziale, sul palco, tutto va avanti come se nulla fosse. Poi il meccanismo scatta. Gli agenti dello U.S. Secret Service circondano Donald Trump, mentre Melania si piega verso il tavolo. Poco distante, una seconda squadra porta il vicepresidente J.D. Vance in una direzione diversa rispetto al capo della Casa Bianca. Attorno anche Marco Rubio e Pete Hegseth vengono messi in sicurezza.
Il termine tecnico è “Continuity of Government“. Previsto nei piani federali di continuità operativa e ribadito da ultimo nella National Security Presidential Directive 51 del 2007 (anche se nello specifico quest’ultima non è stata applicata), il principio viene operato dal Secret Service in base ai propri protocolli. Il suo obiettivo non è solo salvare il presidente, ma garantire che in caso di attacco il potere esecutivo continui a esistere e funzionare. Per questo il capo della Casa Bianca e il suo vice non devono essere evacuati verso la stessa direzione o destinazione. La ragione: evitare un “decapitation strike” che elimini in un solo colpo l’intera leadership.












