Sentire un rumore e non capire da dove arriva. Senti ma non vedi. Poco dopo le 20.30 di sabato all'interno della sala dei ricevimenti del Washington Hilton centinaia di corrispondenti alla Casa Bianca, insieme a Donald Trump e decine di altri politici dell'amministrazione hanno avuto la stessa reazione: tre colpi secchi. Forse un malore? Qualcuno è caduto? Ma dove? E ancora, potrebbe essere una bomba. L'immagine di pochi secondi si è trasformata in movimento. Il presidente viene portato verso terra dal Secret Service, che poi lo rialza di peso e lo circonda portandolo fuori dalla stanza. Gli agenti chiedono a tutti di abbassarsi, «down, down», di andare sotto i tavoli, prima di evacuare i politici. I bicchieri e i piatti cadono a terra mentre i poliziotti armati come dei militari cercano di mettere in sicurezza la stanza. Tutto quel rumore, tutta quella confusione senza una fonte ben definita arriva dall'esterno della ballroom, ma nessuno dentro poteva saperlo. A pochi metri infatti Cole Tomas Allen, insegnante part time e programmatore di 31 anni di Torrance, in California, aveva appena sparato contro un checkpoint che divideva Trump, i corrispondenti e le sei principali cariche del governo americano dalla parte dell'hotel aperta a tutti.