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Il pallone nostrano è stato scosso da un'inchiesta che è destinata ad allargarsi: non solo l'ipotesi di partite condizionate da accordi e favoritismi, ma anche un'accusa più grave, la scelta di arbitri graditi all'Inter
Non ci sono dirigenti dei club indagati. È la precisazione che viene fatta oggi in procura a due giorni dallo scoop dell'Agi che ha terremotato il calcio italiano, con la notizia dell'avviso a comparire per Gianluca Rocchi, designatore d'arbitri per le partite di Serie A e B (autospeso) e in seguito di Andrea Gervasoni, super visore Var anche lui autosospeso. Gli indagati sono molti di più emersi finora, fanno sapere in procura, ma si tratta di arbitri e non di dirigenti. I nomi di due di loro, Rodolfo Di Vuolo e Luigi Nasca sono stati anticipati dal Giornale già sabato 26 aprile. L'altro, quello di Daniele Paterna, è emerso in relazione a una presunta falsa testimonianza: avrebbe, questa è l'ipotesi accusatoria, detto inesattezze ai pubblici ministeri quando disse di non avere mai ricevuto indicazioni sulla partita Udinese-Parma dell'1 marzo 2025 a Lissone, sede del Var. In quell'occasione, l'arbitro Fabio Maresca non ritenne punibile l'azione in campo con rigore: Paterna che sembra d'accordo, ma a un certo punto un video mostra che cambia idea dopo avere parlato con qualcuno alle sue spalle. Convocato dalla procura come testimone è stato poi ritenuto non credibile, e iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza.






