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Basta scelte imbarazzanti: il pallone invisibile (ora ritirato), il fuorigioco millimetrico (cambierà), trasferte bizzarre e i troppi errori arbitrali. Il football ai calciatori, ma non simulino più
Lettera a un campionato mai nato. Classifica fasulla per colpa di chi ha avuto la genialità di infilare supercoppe e trasferte bizzarre in mezzo ad un torneo già precario di suo, stavolta per responsabilità definite, arbitri e dirigenti della lega di serie A. La scelta del pallone rossastro è finita nel sacco del carbone, come quella della partita a Perth, segnali ridicoli e chiari di come venga gestito il football italiano che già si è fatto riconoscere con due mancate qualificazioni ai mondiali, restando in sospeso l’epilogo del play off contro l’Irlanda del Nord, il 26 marzo. Meglio non immaginare un’eventuale nuova débâcle o forse sarebbe ideale per la rivoluzione.
La situazione arbitrale non avrebbe bisogno di nuovi commenti, il gioco si è complicato non per questioni tattiche o tecniche ma perché il regolamento è scritto da chi non ha dentro il sangue lo spirito agonistico di questo meraviglioso gioco. La moltiplicazione dei giudici, una furbastra manovra per aumentare il numero di voti elettorali a ribadire il potere, non ha agevolato il lavoro dei direttori di gara e dei loro assistenti.






