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È un football interruptus, troppi gli interventi dell'arbitro, troppe le sceneggiate, troppe le revisioni al Var, il meraviglioso pubblico viene fatto fesso ad ogni partita

Vai a teatro e la recita prevista dura meno del previsto, perché si spengono le luci, cade il sipario, un attore ha dimenticato la parte. Assisti ad un film e la proiezione si interrompe continuamente, la visione si conclude dopo meno di un'ora, rispetto alla durata prevista. Questo non accade, è un paradosso, una provocazione. Accade però in un altro spettacolo, accade nel calcio italiano che ormai è un fake-show, come ha detto l'allenatore del Como, Cesc Febregas. È un football interruptus, troppi gli interventi dell'arbitro, troppe le sceneggiate, troppe le revisioni al Var, il meraviglioso pubblico viene fatto fesso ad ogni partita, paga il biglietto, anche di prezzo pesante, sperando di assistere ad un evento speciale ma finisce bullizzato, il racconto agonistico viene tenuto in piedi dall'enfasi dei telecronisti, in verità quello che accade in campo è una illusione del gioco del calcio, i ritmi già lenti sono ulteriormente ridotti dalle ripetute interruzioni arbitrali, la nota è tipica della serie A, non si registra negli altri campionati continentali. Si gioca poco e male ma lo spettatore, tifoso e no, allo stadio o a casa, si deve arrendere all'inganno, il pallone arancione è l'ultima trovata degli armocromatici della Lega A.