La sfida era stata lanciata tre anni fa, quella di ricavare all'interno del Candiani un nuovo museo tutto dedicato all'arte contemporanea. Ci sono voluti 5 milioni di investimento, tra lavori e allestimento, che per la collezione permanente ha potuto attingere ai ricchi depositi della galleria internazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro, ma anche a una serie di recenti donazioni.
Ora il Muvec, Casa della Contemporaneità, è pronto, con la sua torre metallica e la pensilina color aragosta che conducono all'accesso dei due piani dedicati. Vuole diventare un punto di riferimento per la Mestre del contemporaneo.
Ieri il taglio del nastro per le autorità, portate in visita al secondo piano, quello occupato dalla collezione permanente, che nel fine settimana sarà aperto a tutti. Mentre oggi riapre anche il terzo piano, riservato alle tradizionali esposizioni, che fino al 7 giugno ospiterà la decima edizione del premio Mestre di pittura.
Clima di festa (e un po' elettorale) in un piazzale affollato, con l'assessore regionale, Valeria Mantovan, a complimentarsi per l'operazione: «Quando la cultura fa un passo avanti, arretra il degrado». E il sindaco Luigi Brugnaro a rivendicare i meriti per il rilancio del Candiani. «Questo centro è nato male. Quando sono arrivato, abbiamo dovuto ricomprare il cinema. Il resto era senza senso. Così abbiamo puntato sull'arte e cominciato con le mostre» ha raccontato, riandando a quei giorni del 2015, quando propose di vendere la Giuditta di Klimt, capolavoro della collezione di Ca' Pesaro, per ripianare i debiti del Comune. «Era un bluff - ha ammesso -, ma così è nata l'idea delle mostre al Candiani. Abbiamo portato il Klimt a Mestre ed è stato un successo».








