VENEZIA - La Fondazione Musei civici veneziani (Muve) si appresta a chiudere col botto il decennio segnato dalla gestione della presidente Mariacristina Gribaudi e del sindaco Luigi Brugnaro. Non solo con mostre come "Etruschi e Veneti" presentata a Roma la scorsa settimana e che già si pone come evento da non perdere. E nemmeno per le nuove sedi che si appresta ad aprire a Mestre per arricchire la visione sul contemporaneo. Nei prossimi anni, infatti, c'è già la previsione di investimento per 50 milioni per il potenziamento delle sedi, delle collezioni e delle iniziative sia permanenti che temporanee.
Lo ha annunciato il sindaco Brugnaro nel corso della presentazione di Agenda 2026, il compendio di tutta l'attività che la Fondazione svolgerà nell'anno non solo a favore del territorio veneziano. Oltre alle esposizioni permanenti e alle mostre, nell'opuscolo è stato valorizzato anche il silente lavoro di ricerca compiuto nelle biblioteche di ciascun museo, nelle sale da restauro e nei depositi, che costituiscono veri e propri giacimenti culturali da scoprire. Come nel caso di un dipinto quattrocentesco a carattere sacro di cui si sta discutendo se possa essere attribuibile al Mantegna. Un dipinto che presto sarà anche oggetto di una collaborazione internazionale, come ha sottolineato il Segretario organizzativo di Muve, Mattia Agnetti. Ad illustrare le novità, la direttrice scientifica Chiara Squarcina e la direttrice del Moderno e contemporaneo, Elisabetta Barisoni.







