Due anni dopo, la scena è ancora vivida negli occhi dei tifosi, soprattutto quelli della Juventus: nervi tesi, panchina bollente all’Olimpico e un urlo che ancora rimbalza nelle orecchie del calcio italiano. “Dov’è Rocchi? Dov’è Rocchi?”. Non una domanda, ma un’accusa, quasi un atto d’imputazione lanciato da Massimiliano Allegri in diretta.

A rimettere tutto sul tavolo oggi è Fabio Caressa, che nel suo Club di SKY Sport torna su quell’episodio diventato iconico durante la finale di Coppa Italia tra Juventus e Atalanta. Un frame che è già storia: il “Massimiliano furioso” nel recupero, a cercare spiegazioni che non arrivavano.

Oggi Max allena il Milan e ieri si è giocato un altro piccolo pezzo di Champions League, impattando 0-0 a San Siro contro la sua ex-squadra. Il punto, però, è che oggi quella scena non è più solo folklore da panchina. È diventata materiale da moviola morale, soprattutto alla luce delle indagini della procura di Milano sul designatore Gianluca Rocchi, sul responsabile VAR, Andrea Gervasoni, e su Daniele Paterna.

Un’accusa pesante, quella di aver indirizzato le designazioni nel gradimento dell’Inter e che ora agita il sistema. E così, in televisione, Caressa ritorna su quell’episodio di Roma e chiede ad Allegri: “Avevi già la sensazione che ci fosse caos nel mondo arbitrale?". Max cerca subito di spegnare l’incendio e diventa semi-serio: “Io posso solamente dire che in quel momento dovevo fermare la partita che vincevamo 1-0. A Coverciano ho capito che quando si finiscono le sostituzioni bisogna fare qualcosa… anche gli allenatori si devono mettere in gioco".