Nel giro di poche ore, sui social media si è acceso il consueto meccanismo della paranoia digitale. Per alcuni si tratterebbe di una cintura di sicurezza o di un giubbotto antiproiettile indossato dopo la sparatoria. Per altri, una sorta di supporto medico nascosto: qualcuno ha ipotizzato persino un dispositivo per dialisi o un macchinario per assistere funzioni vitali. Altri ancora, più sobriamente, parlano di semplice difetto del tessuto.